Mentre facevo 2 chiacchiere con il mio amico Mooge, è saltato fuori un vinile che avevo usato in un contest circa 30 anni fa.
Era una domenica dell’inverno del ’95 quando partecipai ad una gara di DJ in una famosa discoteca di Ponsacco: l’Insomnia. Se chiudo gli occhi adesso mi ricordo ancora tutto dalla preparazione della scaletta al dopo gara.
In quel periodo mettevo i dischi alle feste private, facevo cassettine per gli amici ma poco di più. Non ero molto bravo a farmi auto promozione e di conseguenza nelle discoteche ci suonavano gli altri, io mio massimo è stato fare le luci per una stagione nella pista del Bani al Concorde per una stagione (ma questa è un’altra storia).
Ero già stato catturato dal fascino della musica HipHop e la dance che per qualche anno avevo mixato già non mi apparteneva più.
La gara si sarebbe svolta appunto nella discoteca Insomnia, patria di musica progressive, trance che io proprio non ho apprezzato e sapevo che andandoci con brani commerciali avrei avuto probabilità pari a zero ma poco importava la mia scaletta era fichissima.

Ogni DJ aveva meno di 10 minuti e io composi una scaletta di 14 dischi di cui il penultimo rallentato da 45 a 33 giri per mixarci un brano reggae (Dawn Penn – No, No, No).
La mia ragazza di allora e alcuni amici volevano accompagnarmi ma io volli andare da solo (forse perchè volevo andare incontro al massacro da solo senza coinvolgere altre persone, o avere testimoni…). Arrivai davanti al locale in anticipo, sapevo l’orario del mio turno e aspettai in macchina ascoltando come ultimo brano Snoop Dogg – what my name che mi gasava moltissimo. Alla fine del brano, presi la mia pila di dischi senza custodia e entrai in discoteca.
Avevo il cuore a mille, sapevo che la scaletta era molto serrata e anche se l’avevo provata qualche decine di volte, a causa delle puntine e del mixer diverso dal mio, l’inghippo poteva essere dietro l’angolo poi diciamocela non sono mai stato un leone da palco!
In pista c’erano praticamente solo DJ quindi tutti criticavano tutti, qualcuno però, più lontano dalla console, ballava e se ne fregava della gara.
Alla fine di una sessione mi chiamarono al microfono, era il mio turno, una botta al cuore tremenda. Mi misi dietro alla console mentre girava ancora il disco del DJ prima di me. Per fortuna il piatto libero era quello destro come volevo ma il mixer aveva degli sliders lunghissimi al contrario dei miei che erano più da scratch, vabbè, ci potevo far poco.
Appoggiai i miei dischi davanti al mixer e appena feci partire il primo disco la tensione e la paura svanirono di colpo. Mettevo un disco dietro l’altro e non sentivo ne commenti ne altro, ero dentro alla scaletta. Solo quando misi l’ultimo disco iniziai a rilassarmi e a capire che forse avevo fatto del mio meglio. La riprova l’ho avuta quando finita la scaletta qualcuno applaudì e si sentì pure un “bravo”.

Ero felice perché non avevo commesso errori e nessuno mi aveva infamato. Riportai i dischi i macchina e tornai dentro ad ascoltare gli altri DJ con una enorme pace interiore.
Nel giro di poco più di due ore, iniziò in un’altra pista molto più grande (quella dove mettevamo i dischi noi sarà stata tipo 4 volte più piccola), la premiazione di DJ vincitori. Tutti avevano messo musica in linea con i gusti della discoteca e questo mi confermava che la mia scaletta era fuori luogo ma poco importava, avevo retto la tensione e mi ero divertito (più o meno).
Dopo aver chiamato il terzo DJ vincitore, chiamarono me. WOW, ero arrivato secondo fra non so quanti altri partecipanti. Non riuscivo a crederci, mi sembrava di vedere il film di un altro mentre montavo sul palco per prendere la mia targhetta, l’anello e la collana dell’ Insomnia.
Ricordo pochissimo della premiazione solo che il tipo, che era in giuria, mentre mi dava i premi mi disse all’orecchio, nel casino della musica, che avrebbero fatto vincere me se non fosse stato per il tipo di musica che avevo messo. Ero felicissimo ma non sapevo sapevo ancora quanto.
Finita la cerimonia tornai subito al mio Peugeot 205 e mi diressi verso casa, dopo poco uscito dal parcheggio iniziai a urlare di felicità. Non mi era mai successo, sarà stata la tensione, la vittoria o non so cos’altro, fatto sta che una cosa così non mi è più capitata.
Il giorno successivo mi feci prestare una videocamera VHS e registrai la scaletta. Alla mano destra si vede il grosso anello che avevo vinto.

Grande liuk
Grazie Mooge, caffè pagato!
Che figata leggere questo tuo racconto. Sei riuscito a trasportarmi vicino a te, bravo!!!
Grazie Amore! SMACK !
Grazie Luca per aver condiviso con noi il tuo ricordo è stato coinvolgente. Mi è sembrato di vederti e di sentire l’ansia che ti avvolgeva !
Sei sempre stato un grande !
Ciao Marzia!! Grazie di averlo letto, a presto!
Che tempi… mi hai fatto tornare indietro nel tempo…bellissimi ricordi!!!grazie per aver condiviso!!!
Ciao Luca, non so se ti conosco, la tua mail non mi dice molto… Comunque grazie!