Era più o meno il ’94 quando insieme ai miei amici iniziai ad ascoltare gli Articolo 31, esattamente il singolo “Ohi Maria”. I miei gusti musicali di quel periodo erano puntati verso la musica rap americana (De la soul, Mc Hammer e quello che passava MTV). Però gli articolo mi aprirono gli occhi su un fatto che fino ad allora mi era sconosciuto: si può cantare anche senza essere troppo intonati. Su questo in molti avrebbero da ridire tuttavia mi entrò in testa l’idea che avrei potuto scrivere qualcosa di mio e rapparlo su una base rubata in qualche disco. In quel periodo infatti facevo il DJ, registravo cassette e mettevo i dischi a piccole feste e spesso nel lato B dei dischi c’erano le stracce strumentali che sfruttavo come basi.

Iniziai a scrivere qualche strofa in rima e a fare qualche piccolo brano che provavo su una base di una tastiera da bambini. Con il passare del tempo iniziai a mettere insieme un po’ di strumentazione: un PC di recupero e un software per fare musica (Cakewalk). Iniziai a lavorare in una azienda che costruiva scale aeree con l’obbiettivo di acquistarmi un campionatore, lo strumento principe per chiunque avesse voluto comporsi delle basi Hip Hop. La vera rivoluzione fu quando con i soldi guadagnati (pochi) e il contributo dei miei (molti) acquistai un Akay S 2000. Un campionatore favoloso che per quei tempi era davvero performante. Da lì in poi passavo notti intere a cercare campioni, crearmi le basi e scrivere i miei testi.
Mi sarebbe piaciuto condividere con un amico / amica questa passione ma portai avanti questo mio progetto in solitaria per un bel po’.
Nel ’95 partii per Fucecchio dove facevo l’obbiettore di coscienza, in effetti ero a pochi chilometri da casa ma non abbastanza pochi per tornare ogni sera a casa mia. Dovetti aspettare un po’ per avere una camera mia nell’alloggio obbiettori e quando potei averla, nel giro di poco tempo portai lì la mia strumentazione. In quel periodo facevo anche un programma radio (Check This Out) che naturalmente parlava di HipHop e nella mia cameretta registravo il nastro per la messa in onda.

In alloggio giravano un sacco di persone e con qualcuno iniziai a collaborare in particolar modo con Daniele Cecconi che con la sua chitarra arricchiva di originalità i miei brani. Sperimentai anche con Paolo (…) e Massimo Cuttini.

In passato non avevo mai studiato musica per cui mi sentivo un po’ inadatto in certi momenti ma con buona probabilità avevo orecchio e questo per partire fu abbastanza. Gli unici strumenti che avevo e provavo a registrare in autonomia erano una vecchia chitarra senza qualche corda e un bellissimo basso elettrico prestato da un mio ex compagno di superiori (anche lui DJ).
Passarono i mesi e sotto l’influenza dell’Hip Hop italiano ed estero scrissi, composi e registrai con mezzi di fortuna 14 tracce. Sottolineo mezzi di fortuna perché non avevo un registratore multi traccia e di registrare la voce nel PC ancora non se ne parlava (o meglio non me lo potevo permettere), per cui mi inventai un sistema per sincronizzare il nastro dove registravo la voce con la base suonata dal computer. Era l’arte dell’arrangiarsi e mi ha permesso di fare in tutta la mia vita un sacco di esperienze fantastiche.
Finito il mio demo lo spedii ad AELLE, credo l’unica rivista Hip Hop italiana perchè me lo recensissero. Passarono i mesi e della recensione nessuna traccia. Un bel giorno mi telefonò un tizio a casa che mi chiedeva se potevo spedirgli il mio demo, ero incredulo! Mi spiegò che aveva letto la recensione e che era una bellissima recensione (cosa piuttosto strana perché in genere stroncavano quasi tutti). L’unico appunto lo fecero per la copertina che in effetti era piuttosto bruttina (mi ci ero pure impegnato un sacco). Certo a pensa che poi nella vita ho fatto il grafico anziché il cantante in effetti fa sorridere ma sono convinto sia stato meglio così!

Il demo si chiamava PUNTO DELLA SITUAZIONE e queste sono le tracce, buon ascolto!